Rachide

Patologie legate al Rachide

Scopri le patologie legate al rachide cervicale, dorsale e lombare.

CERVICALGIA

Si intende un dolore riferito al collo o alla base della nuca che può estendersi alle spalle o alle braccia fino ai gomiti. La cervicalgia è un sintomo (riferito dal paziente e valutato dal medico mediante test clinici) indice di possibili patologie o, a volte, di “semplici” contratture muscolari secondarie a posture errate. si Perché si possa giungere al suo trattamento, occorre quindi comprendere l’origine del dolore cervicale e le sue forme cliniche.
Esistono varie forme cliniche: sindrome miofasciale, disturbo doloroso intervertebrale minore (D.D.I.M.), osteoartrosi, sindrome delle faccette articolari, spondilite anchilosante e psoriasica. Numerose sono, altresì, le forme post-traumatiche: il “colpo di frusta”, traumi diretti e fratture vertebrali si manifestano primariamente con il dolore cervicale

CERVICOBRACHIALGIA

Quando il dolore cervicale si estende all’intero braccio (o ad entrambe le braccia) con formicolii, sensazione di addormentamento e di “spilli” che arriva alle mani, si parla di cervicobrachialgia. Normalmente è secondaria alla compressione di una o più radici nervose (spesso a causa di ernie discali) e può avere una ingravescenza che, in casi gravi, può condurre anche alla perdita di sensibilità e forza.

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DDIM (disturbo doloroso intervertebrale minore)

Disfunzione del segmento vertebrale, benigna, reversibile, di natura meccanica e riflessa, con tendenza ad auto-mantenersi. È responsabile della maggior parte dei comuni dolori vertebrali ed è la conseguenza di sforzi fisici, “falsi” movimenti, posizioni scorrette, alterazioni posturali. È all’origine della sindrome segmentaria cellulo-teno-periostio-mialgica descritta da Robert Maigne.

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DORSALGIA

Al pari della cervicalgia e della lombalgia, il dolore nella regione dorsale della schiena può essere sintomo di un disturbo legato al rachide dorsale: patologie degenerative della colonna (artrosi), riduzione di altezza delle vertebre dorsali (secondarie, ad esempio, ad osteoporosi), eventi traumatici diretti o indiretti possono essere causa di dorsalgia. Spesso un dolore riferito nella zona dorsale è solamente una irradiazione di un altro che origina dal tratto cervicale. Occorre, però, segnalare che, più degli altri dolori riferiti alle altre zone della schiena, la dorsalgia impone un’attenta diagnosi differenziale: molte malattie (non muscoloscheletriche) possono manifestarsi dapprima solo con dolore dorsale! Patologie cardiache, respiratorie e gastrointestinali, ad esempio, possono causare un dolore molto simile a quello che addebitiamo, in prima istanza, a un dolore “muscolare”.

LOMBALGIA (LOW BACK PAIN)

È la più frequente causa di astensione dal lavoro e di invalidità negli adulti al di sotto dei 45 anni. Circa l’80% della popolazione ha sofferto o soffrirà almeno una volta nella vita di lombalgia. In base alla durata dei sintomi, si definisce acuta quando si risolve entro 4 settimane, subacuta se perdura fino a 12 settimane, cronica se si protrae per oltre 12 settimane. Il dolore è localizzato nella regione lombare e sacroiliaca e può irradiarsi ai glutei e alla parte posteriore della coscia. Esistono varie forme cliniche: sindrome miofasciale, disturbo doloroso intervertebrale minore (D.D.I.M.), osteoartrosi, sindrome delle faccette articolari, spondilolisi e spondilolistesi, crolli vertebrali su base traumatica o di natura osteoporotica, spondilite anchilosante e psoriasica, morbo di Paget. Altre cause di lombalgia possono essere le affezioni dei visceri addomino-pelvici (prostatiti, endometriosi, malattia infiammatoria pelvica cronica, aneurisma aortico, pancreatite, malattie gastrointestinali), spondilodisciti (infezione del corpo vertebrale e del disco intervertebrale), tumori (primitivi o metastatici).

LOMBOSCIATALGIA

Sindrome clinica caratterizzata da dolore in sede lombare con irradiazione alla regione posteriore della coscia, della gamba fino ad interessare anche il piede. La causa risiede nell’infiammazione delle radici del nervo sciatico, spesso, ma non esclusivamente, causata da un’ernia del disco intervertebrale. Quando sono interessate le radici spinali del nervo femorale, si parla di lombocruralgia e tipicamente la sede del dolore corrisponde al decorso di tale nervo (regione anteriore della coscia).
Si definisce ernia, la fuoriuscita di materiale discale in seguito a danneggiamento del guscio fibroso esterno del disco detto “anulus”, che crea un’irritazione chimica e una compressione sulla radice del nervo spinale. La causa scatenante spesso è rappresentata da un brusco e violento movimento. Il dolore in genere è molto intenso, continuo, aumenta con la flessione del tronco e in seguito a tutte quelle situazioni che determinano un aumento della pressione addominale (tosse, defecazione), si può associare a sintomi quali crampi, formicolii, intorpidimenti. Quando il danno è severo e si sono instaurate lesioni alle guaine nervose, si possono presentare alterazioni della sensibilità (ipoestesie, disestesie) e deficit di forza.

SACROILEITE

Infiammazione dell’articolazione sacro-iliaca che mette in connessione l’osso sacro con l’ala iliaca del bacino. Può essere mono o bilaterale. Si manifesta con dolore alla regione distale della colonna vertebrale con irradiazione al gluteo e conseguente limitazione funzionale, specie nel mantenere a lungo la posizione eretta o seduta, nel fare lunghe camminate, nel salire le scale e nei cambiamenti di posizione a letto. Le cause possono essere di origine traumatica, degenerativa (osteoartrosi), infiammatoria (spondilite anchilosante, artrite reumatoide, artrite psoriasica, LES, gotta), infettiva (infezioni urinarie, endocarditi).

SINDROME DELLE FACCETTE ARTICOLARI

Sindrome clinica che si manifesta con “mal di schiena” accentuato nei movimenti della colonna vertebrale in estensione, inclinazione laterale e rotazione controlaterale alla sede del dolore, nonché in seguito a prolungata stazione eretta o seduta. La sintomatologia migliora con il riposo e con la flessione del tronco. La causa è la degenerazione osteoartrosica delle articolazioni posteriori tra i corpi vertebrali denominate “zigoapofisarie”.

SINDROME SEGMENTARIA CELLULO-TENO-PERIOSTIO-MIALGICA

Sindrome clinica molto frequente caratterizzata da alterazioni della sensibilità e della consistenza dei tessuti in punti ben definiti corrispondenti alle vertebre da cui parte il dolore.

Comprende:

– la dermo-cellulalgia del piano cutaneo ovvero dolore spesso urente (bruciore) al sollevamento della plica cutanea;

cordoni mialgici: fasci muscolari contratti e dolenti nel cui contesto si possono presentare “punti grilletto” o “trigger point” la cui pressione provoca un dolore locale e a distanza già conosciuto dal paziente;

teno-periostialgia: dolore alla palpazione e frizione delle inserzioni teno-periostee e dei legamenti peri-articolari.

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