nervo femoro cutaneo laterale

Il Nervo femoro cutaneo laterale tra funzionalità, sintomi e trattamenti in caso di dolore

Quando si parla di neuropatia o di dolori nervosi è molto facile ritrovarsi a citare il nervo femoro cutaneo laterale: tra i tanti nervi del corpo umano, questo è infatti arcinoto per essere il responsabile della meralgia parestetica (per saperne di più potrete leggere questo nostro articolo), anche nota come sindrome Barnhardt-Roth.

In questo articolo andremo a scoprire più da vicino tutto quello che riguarda il nervo tra funzionalità, sintomatologie e soluzioni in caso di dolore

Cosa fa il nervo femorale?

Il nervo femoro cutaneo laterale è un nervo che origina dalla seconda e terza radice lombare; esso decorre assieme alle fibre del muscolo psoas e, dopo aver attraverso la zona del muscolo iliaco, fuoriesce dal bacino medialmente alla spina iliaca anteriore superiore.

Dopo aver lasciato l’addome il nervo cutaneo laterale della coscia si divide in due diramazioni: anteriore e posteriore; la diramazione anteriore fornisce sensibilità alla cute della regione anteriore e laterale della coscia nella zona subito sopra al ginocchio, la diramazione posteriore invece fornisce sensibilità dal trocantere (una protuberanza del femore) in giù, rimanendo sulla zona laterale della coscia.

Finora abbiamo parlato unicamente di sensibilità per un motivo ben preciso: il nervo femorale della coscia è esclusivamente sensitivo e non ha alcuna terminazione motoria; questo significa che eventuali danni al nervo non vanno a influire sulle capacità motorie della persona.

Quali sono i sintomi dello schiacciamento del nervo femoro cutaneo laterale?

Solitamente il nervo cutaneo femorale subisce compressioni che portano all’insorgenza di neuropatia nel punto in cui esso passa tra i due piani fibrosi del legamento inguinale, a livello dell’inserzione laterale sulla sopracitata spina iliaca antero-superiore.

Nel suo percorso attraverso il legamento, infatti, il nervo fa una curva e cambia direzione passando da un decorso orizzontale a un decorso verticale ed è proprio in questo punto che le statistiche riportano il maggior numero di schiacciamenti.

L’intrappolamento del nervo, per di più, risulta essere più frequente nei casi di obesità, in caso di parete addominale lassa e durante la gravidanza; una maggiore frequenza di schiacciamento si ha nei diabetici a causa della loro maggiore suscettibilità nei confronti delle neuropatie da compressione.

In questo caso la compressione ha dei sintomi molto chiari: formicolio, intorpidimento e dolore bruciante, tutti localizzati nella parte esterna della coscia fino ad arrivare al ginocchio; il dolore bruciante può essere intenso anche a livello cutaneo e si accentua per la frizione dei vestiti nella zona di coscia interessata; movimenti del bacino e dell’anca anche semplici come quelli della camminata o della corsa possono aggravare il dolore.

Cosa fare quando è infiammato il nervo femorale?

In caso di certa infiammazione del nervo cutaneo femorale laterale (dopo l’avvenuta diagnosi, chiaramente), il trattamento che si segue è di carattere conservativo e parte da indicazioni come la perdita di peso o l’utilizzare vestiario largo: questi suggerimenti sono mirati a raggiungere uno stile di vita che limiti, per come possibile, la compressione sul nervo e sulla spina iliaca antero-superiore.

In base alla causa di irritazione del nervo, poi, le strategie terapeutiche divergono di caso in caso: in caso di postura errata si passa a un trattamento chiropratico, in caso di sintomi gravi e di lunga durata si passa a un intervento chirurgico atto a decomprimere il nervo.

I pazienti con sintomi di formicolio fastidioso che resistono a un trattamento conservativo operato per un periodo di tempo prolungato si applica un intervento di decompressione del nervo eseguito in anestesia generale.

Quando il nervo risulta irritato da una causa localizzata in una sede non identificabile, l’opzione utilizzata dai chirurghi è la sezione del nervo al livello del legamento inguinale; in questo caso al paziente viene fatta percepire la perdita di sensibilità definitiva prima dell’avvenuta operazione attraverso l’utilizzo della lidocaina.

Se entrambi le procedure non hanno successo, l’ultima spiaggia è rappresentata dall’impianto di uno stimolatore epidurale nervoso con funziona antalgica (riduzione del dolore) sulla radice di L2.

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