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Protocollo riabilitativo cuffia dei rotatori: come funziona e cosa devi sapere

Ogni giorno tutti noi utilizziamo la cuffia dei rotatori per fare le operazioni più comuni: dall’aprire le ante della cucina al raccogliere il telefono dal comodino. Si tratta di un complesso muscolare indispensabile per il normale funzionamento dell’articolazione gleno-omerale e più in generale della spalla.

Purtroppo le lesioni legate alla cuffia dei rotatori sono piuttosto frequenti, specie con l’avanzare dell’età; proprio per questo motivo oggi analizziamo tutto quello che riguarda il protocollo riabilitativo cuffia dei rotatori da seguire dopo un intervento di riparazione.

Quando operare la cuffia dei rotatori?

Alcune tipologie di lesioni alla cuffia dei rotatori richiedono un intervento chirurgico di riparazione.
Le lesioni si possono categorizzare nella seguente maniera:

  • parziali: il tendine è rotto non in tutto il suo spessore ma soltanto in uno dei suoi strati
  • complete: la rottura del tendine interessa tutto lo spessore delle sue fibre
  • massive: la lacerazione è tale da interessare più di due tendini della cuffia

A questo bisogna poi aggiungere un’altra coppia di parametri:

  • il grado di retrazione del tendine rotto
  • il grado di atrofia del muscolo a monte della rottura

Analizzando questa serie di informazioni il medico è in grado di decidere l’utilizzo di un intervento chirurgico di riparazione, al quale poi deve forzatamente seguire la riabilitazione cuffia dei rotatori.

Riabilitazione cuffia rotatori spalla: come è strutturato il protocollo

In caso di operazione riparatoria è necessario seguire un percorso di riabilitazione della cuffia dei rotatori.

Il percorso dura dalle 20 (4 mesi e mezzo) alle 26 settimane (quasi 6 mesi) e ha una variazione strutturale che dipende dalle necessità operative del paziente che ha subito l’operazione.

riabilitazione cuffia rotatori

Riabilitazione cuffia rotatori: da 0 a 6 settimane

Le prime 4 settimane solitamente prevedono l’immobilizzazione della cuffia dei rotatori attraverso un tutore. Intanto si inizia un cauto trattamento riabilitativo che mira a evitare gli effetti negativi dell’immobilizzazione, ridurre dolore/infiammazione e recuperare l’ampiezza di movimento passiva (P-ROM).

Per raggiungere questi obiettivi si fanno le seguenti cose:

  • uso di sling per 3 settimane per evitare stress sul sito di riparazione
  • crioterapia ed elettroanalgesia (TENS)
  • esercizi passivi nell’arco di movimento permesso dal dolore

Riabilitazione cuffia dei rotatori: da 6 a 10 settimane

In queste quattro settimane gli obiettivi del protocollo sono il migliorare forze e controllo muscolare, ridurre il dolore residuo e raggiungere nuovamente l’ampiezza di movimento completa.

Per fare ciò si fanno le seguenti cose:

  • esercizi di mobilizzazione attiva al fine di recuperare completamente l’ampiezza di movimento
  • esercizi per l’allungamento capsulare
  • inizio dei lavori isotonici a basso livello (attraverso l’utilizzo di elastici)
  • inizio del lavoro propriocettivo

Protocollo riabilitativo cuffia dei rotatori: da 11 a 20 settimane

Una volta che si è ottenuta una buona forza muscolare, un discreto controllo neuromuscolare e una completa articolarità in assenza di dolore può iniziare la fase di potenziamento. Questa ha l’obiettivo di migliorare la forza muscolare, migliorare ulteriormente il controllo neuromuscolare e permettere alla persona di ritornare gradualmente alle sue attività funzionali.

Per raggiungere tali obiettivi ci si muove nella seguente maniera:

  • esercizi per l’allungamento capsulare e per la mobilizzazione attiva con aumento crescente di difficoltà
  • esercizi per lo stretching della spalla
  • proseguimento dei lavori isotonici e propriocettivi

Riabilitazione cuffia dei rotatori per atleti e professionisti: dalla settimana 21 alla 26

Questa fase è dedicata ai pazienti che svolgono attività lavorative, sportive o ricreative che hanno bisogno di particolari richieste funzionali. Si tratta sia di lavoratori manuali sia di atleti i cui movimenti sportivi sono overhead (ovvero sopra l’altezza della testa, come tennis, pallavolo e così via).

L’obiettivo finale, in questo caso, è il miglior recupero funzionale possibile e per raggiungerlo ci si muove tramite esercizi pliometrici, esercizi per il potenziamento muscolare con ulteriori livelli di difficoltà ed esercizi dedicati all’esecuzione del gesto specifico e per il mantenimento dell’elasticità capsulare.

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