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Protocollo riabilitativo LCA: cosa sapere?

La procedura di ricostruzione del legamento crociato anteriore (anche noto come LCA) è una delle operazioni più significative all’interno dell’ambito medico, specie perché è spesso collegata all’universo della medicina sportiva, permettendo ad atleti e sportivi di riottenere la piena funzionalità del ginocchio dopo un infortunio che in passato era sinonimo di fine della carriera.

All’intervento chirurgico però segue un’importante percorso di riabilitazione che richiede una combinazione di impegno e pazienza, necessari per assicurare un recupero efficace e completo della mobilità dell’articolazione. Proprio in questo contesto andiamo insieme a scoprire tutto quello che è necessario sapere sul protocollo riabilitativo LCA.

Lesione del crociato anteriore e posteriore: cosa vuol dire “rottura del crociato”

Con l’espressione “rottura del crociato” si tende a identificare un grave infortunio ai danni del ginocchio a cui è collegata una particolare procedura riabilitativa ma non si parla esclusivamente di crociato anteriore.

L’articolazione del ginocchio (di cui abbiamo parlato con maggiori dettagli qui [inserire link a protocollo riabilitativo protesi ginocchio]) comprende due tipologie di legamenti: anteriore e posteriore.

Tra le due la rottura del crociato anteriore è quella solitamente associata all’espressione sopracitata per una questione di frequenza; il 95% delle lesioni ai crociati del ginocchio è legata all’anteriore e solo il 5% invece è legata al posteriore.

Identikit del legamento crociato anteriore

Il legamento crociato anteriore è uno dei 4 legamenti fondamentali del ginocchio insieme a legamento crociato posteriore, collaterale mediale e collaterale laterale.

In media l’LCA è lungo 30 millimetri ed è largo 11, originando dalla superficie inferiore dell’estremità distale del femore agganciandosi poi alla superficie superiore dell’estremità prossimale della tibia.

Nella pratica il legamento è una fascia di tessuto fibroso vascolarizzata che non è in grado di autoripararsi nel caso subisca una lesione parziale o totale dei fasci connettivali. Il termine “crociato” deriva proprio dall’incrocio della fascia di tessoto, nel decorso da femore a tibia, con il crociato posteriore.

Il compito del legamento crociato anteriore è doppio: prevenire l’iperestensione del ginocchio e limitare, nel frattempo, la rotazione interna della tibia; questa coppia di elementi rendono quindi il legamento crociato anteriore uno degli elementi determinanti per la stabilità del ginocchio.

Un legamento crociato anteriore in buona salute è fondamentale tanto per il corretto funzionamento del ginocchio quanto per il benessere dell’aricolazione stessa sul lungo termine; non riparre in maniera tempestiva la lesione del crociato aumenta il rischio di artrosi/gonoartrosi del ginocchio.

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Lesione dell’LCA

Una distorsione del ginocchio derivante da un movimento innaturale o da un trauma brusco, può arrivare a danneggiare gli elementi dell’articolazione; tra questi possiamo parlare di lesioni del meniscostiramento dei legamenti collaterali o lacerazione del legamento crociato anteriore.

Questo genere di lesioni sono particolarmente comuni in ambito sportivo tra chi praticano attività come calcio, pallacanestro, sci, rugby e così via; non mancano comunque lesioni similari anche in ambito domestico, specie per le persone anziane (anche se in questo caso l’età diventa un fattore importante da tenere in considerazione).

La rottura del crociato anteriore si avverte in maniera praticamente immediata con un forte dolore locale al ginocchio che impedisce il normale utilizzo dell’articolazione; al dolore poi si accompagnano un senso di netta rigidità, una ridotta mobilità del ginocchio, un gonfiore locale, lividi, ecchimosi e un senso di instabilità ogni volta che ci si prova ad alzare in piedi.

Come funziona l’operazione per la ricostruzione del crociato anteriore?

In caso di diagnosi di lesione al crociato anteriore, data l’assenza di vascolarizzazione del tessuto, è inutile aspettare l’autoriparazione del crociato ed è necessario utilizzare la chirurgia ricostruttiva a meno che il paziente non sia anziano o particolarmente sedentario.

L’intervento chirurgico per la ricostruzione del crociato si esegui in artroscopia e porta alla ricostruzione della struttura lesionata. Prima si eliminano i monconi di legamenti lesionato e poi si innesta un nuovo legamento; questo può essere una porzione di tendine rotuleo proveniente dallo stesso paziente, può essere un legamento crociato anteriore di un donatore deceduto o può essere un legamento sintetico.

L’operazione per la ricostruzione avviene in regime ambulatoriale con ricovero diurno del paziente, dura circa un’ora e richiede l’anestesia epidurale o spinale; quest’ultima implica il digiuno del paziente da almeno 6/8 ore dall’inizio dell’intervento.

Come funziona il programma riabilitativo per la lesione al legamento crociato anteriore

Lo scopo principale del progamma riabilitativo per la lesione al legamento crociato anteriore è il recupero di diversi parametri come forza, mobilità, flessibililità e stabilità, con poi la capacità di esecuzione di specifici movimenti tecnici in caso di paziente sportivo.

È difficile parlare di un unico protocollo riabilitativo LCA poiché ci sono diverse scuole di pensiero e un sacco di studi che portano all’attenzione dati anche contrastanti tra loro.

Solitamente per effettuare la riabilitazione del legamento crociato è necessario affidarsi a dei professionisti per portare avanti un programma riabilitativo che sia personalizzato in maniera specifica in base a parametri come età, sesso, disciplina sportiva, livello dell’atleta e così via.

In generale vanno evitati gli esercizi meno pericolosi per ridurre i rischi, lasciando da parte gli esercizi con catena cinetica aperta (quelli dove il busto resta fisso e gli arti si muovono per intenderci) e prediligendo quelli a catena cinetica chiusa, che non vanno a operare un sovraccarico del legamento offrendo, nel contempo, un buono stimolo per lo sviluppo muscolare.

Quanto dura la fisioterapia riabilitativa post intervento LCA?

La durata della procedura di riabilitazione dipende dagli stessi fattori che implicano la personalizzazione del programma. La tipologia di disciplina sportiva praticata e il livello dell’atleta, ad esempio, possono allungare i tempo.

In media, comunque, parliamo di almeno 6 mesi di riabilitazione per tornare a livelli di elevata funzionalità del legamento leso in precedenza.

Quali sono gli esercizi della procedura di riabilitazione post intervento LCA?

Vediamo adesso insieme una serie di esempi legati agli esercizi che i professionisti tendono a far eseguire ai pazienti durante una procedura di rieducazione post ricostruzione LCA

  • Dal 1° al 5° giorno post operazione:
    • esercizi di mobilizzazione passiva 0 – 70°
    • mobilizzazione rotula
    • inizio di carico parziale attraverso l’uso delle stampelle
    • leggero massaggio linfodrenante
    • è possibile utilizzare un elettrostimolatore a bassa frequenza
  • Dal 6° al 15° giorno post operazione:
    • esercizi di mobilizzazione passiva 0 – 80°
    • contrazioni isometriche
    • elettrostimolazione a bassa frequenza
    • crioterapia
    • esercizi alla ricerca dell’estensione completa
    • flessione parziale alla parete (massimo 90°)
    • esercizi conoscitivi in scarico
  • Dal 16° al 45° giorno post operazione:
    • esercizi di mobilizzazione passiva 0 – 110°
    • contrazioni isometriche
    • flessione passiva alla parete 0 – 100°
    • leg press bipodalica
    • mini squat bipoladici
    • estensione passiva completa
    • deambulazione senza stampelle
    • crioterapia
    • bike (5 – 10 minuti consecutivi)
    • esercizi in scarico con uso di mappe
  • Dal 46° al 60° giorno post operazione:
    • deambulazione a occhi chiusi
    • rete elastica
    • bike (15 minuti)
    • leg presso monopodalico in piramidale
    • crioterapia
    • contrazioni isometriche
    • squat monopodalici (3×10) da 0 a 30° massimo
    • posture erette monopodaliche a occhi chiusi
    • step con braccia in appoggio (2-4 minuti)
  • Dal 61° al 120° giorno post operazione:
    • leg curl
    • leg press monopodalico
    • bike (20 minuti)
    • leg extension 90 – 30°
    • corsa sul post, corsa calciata, corsa in cerchio
    • salto della corda
    • salti submassimali
    • arresti sul posto (monopodalici e bipodalici)
    • step (5 minuti)
    • tapis roulant (corsa, 10 minuti)
    • cambi di direzione
  • Dal 120° al 180° giorno post operazione:
    • macchine isotoniche con incremento dei carichi
    • leg extension eseguita in completezza
    • corsa a 8
    • allenamento cardiovascolare
    • massimale di corsa
    • salto in massimale
    • esercizi di destrezza in caso di utilizzo di attrezzo specifico
    • percorso atletico generico
    • scivolamento laterale

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