Sindrome del canale di Guyon
Mano e Polso, News

Un contributo di:

Dott.ssa Valentina Boetto

Definizione

La sindrome del canale di Guyon è una sindrome sentiva e/o motoria dovuta alla compressione del nervo ulnare a livello del canale di Guyon.  

Introduzione 

Nota anche come paralisi del ciclista o sindrome del tunnel ulnare è una neuropatia piuttosto rara che interessa il nervo lungo il suo decorso distale nel passaggio tra il polso e la mano.  

Il nervo ulnare origina dalle radici cervicali (C8-T1), dalla corda mediale del plesso brachiale raggiunge con le sue fibre più lunghe il mignolo. Lungo il suo decorso, il nervo ulnare può essere compresso in diverse posizioni; più comunemente il danno si verifica nella sua posizione superficiale al gomito (neuropatia ulnare al gomito o sindrome del tunnel cubitale). Quando la compressione avviene invece a livello del polso si parla di intrappolamento a livello del canale di Guyon.

Che cos’è il canale di Guyon?

Il canale di Guyon è un tunnel osteofibroso presente al livello del polso all’interno del quale decorrono nervo e arteria ulnare, vasi venosi e linfatici. Quando il nervo ulnare esce dal canale del Guyon è diviso in un ramo profondo (motorio) e un ramo superficiale (sensitivo).  

Struttura del canale

Tetto: legamento palmare del carpo, muscolo Palmare breve e del tessuto connettivo dell’eminenza ipotenar.  

Pavimento: legamento trasverso del carpo, legamento pisouncinato, legamento pisometacarpale, tendini dei flessori profondi delle dita e tendine dell’opponente del mignolo. 

Parete mediale: pisiforme, tendine dell’abduttore del mignolo e del flessore ulnare del carpo.

Parete laterale: gancio di uncinato, legamento trasverso del carpo e tendini flessori delle dita. 

Sintomi

Questa sindrome si può manifestare con diverse modalità iniziando con delle lievi parestesie (alterazioni della sensibilità come ad esempio formicolii, intorpidimento, sensazione di gonfiore e calore) a livello dell’anulare e del mignolo della mano interessata. Le parestesie possono essere accompagnate da dolore e da debolezza, nei casi più gravi si assiste ad una progressiva perdita della muscolatura a livello dell’eminenza ipotenar.

A seconda della esatta localizzazione della compressione ci sono tre tipi di lesioni che possono verificarsi e che variano in base alle manifestazioni cliniche.

Tipo I

Il tipo I colpisce il nervo ulnare prossimalmente al canale di Guyon e tipicamente coinvolge sia le fibre motorie che le fibre sensitive. Clinicamente, il paziente presenta intorpidimento della mano, dolore, parestesie e debolezza in tutto il territorio ulnare. Ci può essere una notevole perdita di sensibilità tattile superficiale e, nei casi più gravi, i muscoli intrinseci della mano possono mostrare segni di ipotrofia e denervazione.

Tipo II

Nel tipo II solo il ramo motorio profondo è interessato distalmente al canale di Guyon. La sensibilità è risparmiata ma si assiste ad un progressivo indebolimento dei muscoli interossei e della muscolatura dell’eminenza ipotenar. 

Tipo III

Nel tipo III soltanto il ramo sensitivo superficiale del nervo ulnare viene compresso. Ci saranno alterazioni della sensibilità a livello della porzione volare del quarto e quinto dito e dell’eminenza ipotenara. La forza è generalmente preservata, così come la sensibilità nella porzione dorsale della mano.

Cause

Le principali cause che portano ad avere la sindrome del canale di Guyon possono essere dovute a:

  • Cisti gangliari (sinoviali);
  • Microtraumi ripetuti (sindrome del ciclista).
  • Deformazioni ossee secondarie a fratture:
  • Infiammazioni delle guaine sinoviali;
  • Anomalie anatomiche ossee e/o tendinee;
  • Ispessimento del legamento pisouncinato;
  • Edema e/o ematoma intracanalicolare;
  • Neoformazioni;

Curiosità

L’alta frequenza di manifestazione di questa patologia nei ciclisti è legata alla natura della posizione che il ciclista assume. Le mani in appoggio sul manubrio, per molte ore durante gli allenamenti e le gare, sono soggette a continue sollecitazioni causate dalle vibrazioni della bicicletta a contatto con le irregolarità del terreno. Ciò porta a microcontusioni, compressioni o trazioni del nervo ulnare che ripetute nel tempo possono portare al danno nervoso. 

Diagnosi 

Una visita accurata con un adeguata anamnesi può essere fortemente suggestiva per individuare questa patologia. Ovviamente ci si deve avvalere anche di tecniche strumentali adeguate a confermare la diagnosi. L’ecografia può essere un’ottima alleata nelle mani esperte del fisiatra per vedere in tempo reale se vi sono alterazioni a livello del canale. All’ecografia si deve associare uno studio della conduzione nervosa ovvero l’elettroneurografia e, in base al quadro, l’elettromiografia per confermare la presenza della sofferenza del nervo ed eventualmente dei muscoli da esso innervati. 

Quando la componente muscolare è coinvolta si può avere la positività di alcuni segni clinici come il segno di Wartenberg e il segno di Froment e la mano può prendere una conformazione ad artiglio (prime tre dita estese IV e V dito flessi).

È importante escludere altre patologie che posso dare quadri simili come ad esempio radicolopatie cervicali e sindrome del tunnel cubitale.

Segno di Wartenberg

Il Segno di Wartenberg è dovuto alla debolezza del terzo interosseo palmare, con impossibilità ad addurre il V dito. Può capitare che il paziente riferisca in anamnesi che il mignolo rimanga “fuori” nel gesto di infilarsi una mano in tasca o di infilare una mano nella borsa.

Segno di Froment

Il Segno di Froment è dovuto a una debolezza del muscolo adduttore del pollice e si manifesta quando viene chiesto al paziente di stringere un oggetto piatto, in genere un foglio di carta, tra il pollice e l’indice. Il paziente non potendo addurre il pollice andrà a flettere la falange distale, sfruttando il muscolo flessore lungo del pollice innervato dal nervo mediano.

Trattamento

Quando la diagnosi viene fatta tempestivamente e i sintomi sono ancora lievi la sindrome del canale di Guyon può essere trattata senza ricorrere alla chirurgia o altri trattamenti mininvasivi.

Nelle prime fasi, infatti, possono essere sufficienti alcuni accorgimenti posturali o l’utilizzo di polsiere e tutori adeguati. L’approccio fisioterapico può essere d’aiuto comprendendo esercizi di stretching, di mobilizzazione e manipolazione delle articolazioni della mano e del polso, oltre che a tecniche di drenaggio linfatico. 

Qualora oltre alle parestesie sia presente dolore, soprattutto notturno, i farmaci antinfiammatori, i corticosteroidi a basso dosaggio e farmaci per il dolore neuropatico sono indicati per alleviare la sintomatologia. Gli integratori neurotrofici risultano essere degli ottimi alleati da associare alla terapia, in particolare l’acido α-lipoico e l’ L-acetil-carnitina.

La terapia infiltrativa ecoguidata con cortisonici, essendo una tecnica mininvasiva, spesso può fornire sollievo più duraturo e ritardare la necessità dell’intervento chirurgico. 

Il trattamento chirurgico viene proposto quando le terapie conservative falliscono o quando la lesione è ad uno stadio avanzato. 

Bibliografia

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