tilt rotuleo
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Tilt Rotuleo tra test, misurazioni e scopi

Nel contesto della sindrome femoro-rotulea, il processo di diagnosi è di carattere clinico e presenta una valutazione dell’articolazione da molteplici punti di vista, con tanto di situazioni di analisi statiche e dinamiche degli arti inferiori.

Le cause di questa patologia sono sia fisiologiche che dinamiche e riguardano un ampio spettro di elementi: dal valgismo delle ginocchia all’anatomia alterata dei condili femorali o della rotula. La sindrome viene esplicitata attraverso dolore localizzato, cedimenti derivanti dall’eccessivo dolore o da difficoltà evidenti nella flessione del ginocchio.

Solitamente questa patologia viene diagnosticata clinicamente attraverso l’uso sinergico di diversi esami tra cui la radiografia convenzionale effettuata attraverso diversi angoli di flessione del ginocchio o attraverso l’utilizzo della risonanza magnetica.

Esistono diversi parametri necessari a un professionista per poter inquadrare correttamente la sindrome come tilt rotuleo glide rotuleo; il primo descrive l’angolo della rotula con il resto del ginocchio, mentre il secondo descrive lo scivolamento della rotula nelle quattro direzioni  (mediale-laterale-superiore-inferiore).

Oggi andiamo a parlare con più precisione del tilt rotuleo, di come si misura, dei test che si utilizzano per calcolarlo e di qual è un’altra patologia solitamente riscontrata attraverso la misurazione del parametro in questione.

Cos’è il tilt rotuleo?

Col termine tilt rotuleo si va inquadrare una misura di natura prettamente radiologica, questa viene ricavata effettuando sul paziente una tomografia computerizzata con protocollo lionese.

All’atto pratico la misura del tilt rotuleo rappresenta un angolo, ovvero quello formato dalla rotula con il piano posteriore dei due condili femorali. Attraverso la misurazione di questo angolo da parte di uno specialista del ginocchio, è possibile evidenziare la presenza di un disequilibrio muscolare sul piano orizzontale.

Tale disequilibrio può essere presente, in primo luogo, a causa di una displasia a carico del quadricipite femorale; l’alternativa più comune, invece, è rappresentata dalla displasia a carico della troclea.

Come si misura il tilt rotuleo?

La misurazione dell’angolo di tilt rotuleo, come già accennato, avviene attraverso una tomografia computerizzata; la misurazione deve essere effettuata sia richiedendo una contrazione del quadricipite che effettuando l’esame con la muscolatura rilassata.

Da un punto di vista fisiologico, l’angolo per una rotula funzionante in maniera corretta deve essere compresa in un range che va da 10 ai 20°; se il valore misurato è superiore a questo range allora si inizia a parlare di condizione patologica come il tilt rotuleo esterno.

Che cos’è il test del tilt rotuleo?

Per la misurazione del tilt rotuleo esiste anche una misurazione palpatoria chiamata “test del tilt rotuleo“; questo viene eseguito da un operatore utilizzando il pollice e l’indice di una mano ed effettuando una palpazione dei margini mediali e laterali della rotula.

In presenza di tilt rotuleo (quindi in caso di test positivo), l’operatore può riscontrare come il margine mediale della rotula si trovi più in alto rispetto al margine laterale.

La misurazione palpatoria è molto sensibile per quanto riguarda la valutazione del malallineamento rotuleo ma non per questo è per forza di cose indicativo di una sindrome femoro rotulea.

L’alterazione dell’inclinazione rotulea, infatti, non risulta essere sintomatica in maniera necessaria; quest’alterazione può essere rilevata anche in pazienti asintomatici senza instabilità del ginocchio o in pazienti che lamentano dolore secondario ad altri tipi di patologia.

Cos’è la condropatia rotulea?

La misurazione del tilt rotuleo può essere anche utilizzata per identificare una condropatia rotulea ovvero un danno alla cartilagine associata sia alla rotula che al femore, visto che la prima scorre in quest’ultimo durante il movimento di flesso-estensione.

Le condropatie sono misurate attraverso un sistema di gradazione che va dal grado 0 (patologia infiammatoria della cartilagine) fino ad arrivare al grado IV, ovvero le artrosi femoro-rotulee.

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